Stampa questa pagina
Venerdì, 13 Marzo 2026 14:58

L'omicidio dell'investigatore privato alla Stazione di Roma Ostiense

Scritto da Angela Curatolo

Niente testimoni, l'assassino, probabilmente, era stato aiutato dal rumore dei treni in partenza in una stazione deserta

Roma il 12 febbraio 1995. Sul binario 10 della Stazione Ostiense c'è un cadavere. E’ quello di Duilio Saggia Civitelli. E’ un investigatore privato di 53 anni, rappresentante di elettrodomestici in pensione che lavorava in una agenzia investigativa di famiglia con uno dei suoi due figli. Aveva sviluppato la passione per il modellismo ferroviario.

Quel pomeriggio si era recato al binario 10 della Stazione di Roma Ostiense per prendere il treno diretto a Formia, con partenza prevista alle 17:25; da lì sarebbe sceso alla stazione di Pomezia-Santa Palomba per recarsi a Torvajanica, dove viveva la nuova compagna. Appena sette minuti dopo l'obliterazione del biglietto, un macchinista notò il corpo di Duilio a terra.

Ai figli gli inquirenti dissero che, da una prima impressione, era morto a causa di un malore, che l'aveva fatto cadere a terra e sbattere violentemente la testa. Solo da un esame autoptico più approfondito risultò che la ferita dietro la nuca di Duilio era dovuta a un proiettile, mai trovato, sparato da una distanza ravvicinata di 40-50 centimetri.

Venne aperto un fascicolo per omicidio.
Niente testimoni, l'assassino, probabilmente, era stato aiutato dal rumore dei treni in partenza in una stazione deserta. Si pensò a un killer professionista qualcuno che Duilio conosceva. La pista battuta: l'usura: su Duilio si diceva, ma mai accertato, che era stato coinvolto in un giro di prestiti a tassi di interesse bassi ma tutti questi erano stati onorati.

Nessun indizio, pista, movente.

Il caso venne archiviato. Ma i figli continuarono ad indagare, hanno ipotizzato uno scambio di persona per un collegamento con altri due delitti avvenuti a Roma con modalità molto simili: un solo colpo di pistola alla testa, in tutti e tre i casi il proiettile non è mai stato ritrovato e apparentemente senza movente.

Nel 2020, 25 anni dopo, il giornalista Fabrizio Peronaci, scopre l’identikit dell’assassino come descritto da un tassista, lo vide mentre scappava: "un uomo dal viso regolare, 45 anni, alto circa 1,75 m, corporatura robusta, carnagione olivastra, capelli brizzolati.

Il caso rimane ad oggi archiviato.

Articoli correlati (da tag)