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Martedì, 07 Aprile 2026 16:14

Simonetta Cesaroni, Dead ok e l'ipotesi dopo anni.

Scritto da Angela Curatolo

Uno dei cold case più misteriosi d'Italia.

Rimane un mistero l’omicidio di Simonetta Cesaroni: accaduto nel pomeriggio di martedì 7 agosto 1990 al terzo piano del complesso di via Carlo Poma l’ultimo giorno di lavoro prima delle ferie.

Simonetta giovane ligia al dovere e al lavoro
Simonetta, è in ufficio per sbrigare delle pratiche, sono le 16:00, è chiuso al pubblico quel giorno. Ultima operazione al computer alle 17:30. Alle 18:20 è attesa la telefonata al titolare per aggiornarlo sullo stato dei lavori, ma Simonetta non lo chiamerà. La sorella e il fidanzato, insieme al titolare e suo figlio si recano in via Poma, alle 23:30 circa, troveranno Simonetta morta, uccisa con 29 coltellate.

La vita professionale  di Simonetta

Simonetta Cesaroni, poco più che ventenne, di Roma, quartiere Don Bosco, vive con i genitori e la sorella. Ha un fidanzato. In quello stesso anno comincia a lavorare come segretaria contabile in uno studio commerciale, tra i suoi clienti c’è la A.I.G. - Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, dove viene proposta dal titolare del suo uffico come contabile. E quindi la mattina è nello studio del commercialista e il pomeriggio in via Poma 2, nessun famigliare conosce l'ubicazione.

L'omicidio e la scritta DEAD OK
Simonetta viene colpita al volto, immobilizzata a terra: l’assassino la colpisce e lei sviene, saranno 29 le pugnalate di 11 centimetri, forse date con una tagliacarte, in ogni parte del corpo. Molti effetti personali scompaiono: orecchini, anello, bracciale e girocollo d'oro, l'orologio resta al polso.

Viene lasciata nuda, con il reggiseno allacciato ma calato verso il basso, le scarpe da ginnastica sono ordinatamente vicino alla porta. Le chiavi dell'ufficio, che aveva nella borsa, vengono portate via. Non risulta alcun segno di violenza sessuale.

Un foglietto trovato nella stanza con DEAD OK (inglese per "morta" o "morto" o "morti" OK"), tanti anni a ricercare poi era opera di uno degli agenti di polizia che intervennero la notte del delitto e che lo aveva poi dimenticato lì.

Dopo 35 anni è ancora mistero.

Durante i 35 anni di indagini 29 le accuse. Tutti scagionati. 

Nel 1984 nello stabile era stata già trovata morta un'anziana donna benestante, soffocata con un cuscino sul viso, altro omicidio rimasto impunito.

L'ipotesi dopo anni

Negli anni 2000 il magistrato Otello Lupacchini e il giornalista Max Parisi, suggerirono l'ipotesi che l'omicidio di Simonetta Cesaroni sarebbe stato l'ultimo di una serie di dieci o dodici omicidi compiuti da un unico serial killer, rientrerebbero anche l'omicidio di Katy Skerl, Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi.

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