Mercoledì, 07 Aprile 2021 16:52

Rom significa Uomo. Una giornata per celebrare la cultura gitana

Scritto da Angela Curatolo

8 Aprile è la Giornata internazionale dei rom sinti e camminanti, una ricorrenza annuale per celebrare la loro cultura.

La giornata internazionale fu ufficialmente dichiarata nel 1990 a Serock, in Polonia, sede del quarto Congresso mondiale dell'Unione Internazionale dei Rom (IRU), che comprende i sottogruppi dei Kalderash, Lovari, Lăutari, Manouches e tanti altri, fu scelto il nome rom, che significa uomo. L'origine etimologica del termine è rintracciata in dom, un gruppo etnico dalle caratteristiche sedentarie e nomadiche del Medio Oriente. Un'ipotesi indicherebbe nella radice sanscrita Ḍom, onomatopeicamente connessa al suono del tamburo, la corresponsione con la parola in sanscrito Ḍamara e Ḍamaru, l'origine del termine. Studi filologici e linguistici affermano che la lingua romanì derivi da varianti popolari del sanscrito e che trovano nelle attuali lingue dell'India del nord ovest la parentela più prossima.

La storia del popolo rom va rintracciato nella persecuzione che ha sempre subito: la riduzione in schiavitù, la deportazione e lo sterminio (antiziganismo).

Negli ultimi anni i governi si sono interessati a questa etnia che spesso è vittima di pregiudizio.

Nel 2006, Maud de Boer-Buquicchio, vice segretario generale del Consiglio d'Europa, ha espresso le sue preoccupazioni per il crescente antiziganismo e ha incoraggiato le popolazioni rom europee ad agire per migliorare le loro povere condizioni di vita, il risultato di una discriminazione diffusa e di lunga data. Nel 2009, la Segretaria di Stato americana Hillary Clinton ha parlato dell'impegno degli Stati Uniti a proteggere e promuovere i diritti umani dei rom in tutta Europa.

Sono stati 9 le riunioni del Congresso Mondiale dei Rom.

Tra gli obiettivi principali ci sono stati la standardizzazione della lingua romanì, i miglioramenti dei diritti civili e dell'istruzione, la conservazione della cultura rom, le riparazioni dalla seconda guerra mondiale e il riconoscimento internazionale dei rom come minoranza nazionale di origine nativa indiana.

Il primo congresso mondiale dei rom riconosciuto fu organizzato nel 1971, il primo in assoluto si era svolto a Bucarest nel 1935. Finanziato in parte dal Consiglio ecumenico delle Chiese e dal governo indiano. Parteciparono 23 rappresentanti di nove nazioni (Cecoslovacchia, Finlandia, Norvegia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Ungheria, Irlanda, Spagna e Jugoslavia) e osservatori dal Belgio, Canada, India e Stati Uniti. Furono create cinque sotto-commissioni per esaminare gli affari sociali, l'istruzione, i crimini di guerra, la lingua e la cultura. Al congresso, la bandiera verde e blu della conferenza del 1933 dell'Associazione Generale degli Zingari della Romania, impreziosita dal chakra rosso a sedici raggi, fu riaffermata come emblema nazionale del popolo Rom e la canzone Gelem, Gelem fu adottata come inno dei rom. 

Nel 1990, il quarto Congresso si tenne a Serock, in Polonia, con la partecipazione di 250 delegati. Gli argomenti di discussione includevano riparazioni della seconda guerra mondiale, educazione, cultura, pubbliche relazioni, lingua e un'enciclopedia in lingua rom.