A metà degli anni '90, la capitale della Colombia era considerata una delle città più pericolose, caotiche e corrotte del mondo. Mockus, un matematico e filosofo di origini lituane senza alcuna esperienza politica precedente, decise di candidarsi trattando la città come una "classe scolastica di 6,5 milioni di persone". Il primo grande problema affrontato da Mockus fu la totale anarchia stradale, che causava circa 1.500 morti all'anno. Il sindaco licenziò oltre 1.800 agenti del traffico corrotti al loro posto assunse 20 mimi professionisti per dirigere il traffico. Il programma funzionò così bene che formò e mise in strada oltre 400 mimi, attori e clowns. I mimi non facevano multe pecuniarie. Se un automobilista passava col rosso o un pedone attraversava in modo selvaggio, il mimo lo seguiva imitandone i gesti in modo buffo, ridicolizzandolo davanti ai passanti. Il sindaco capì che i cittadini temevano essere presi in giro e la disapprovazione sociale molto più di una multa che avrebbero comunque potuto evitare pagando una bustarella. Nel giro di un solo anno, i morti per incidenti stradali calarono del 50%.
Distribuì ai cittadini una tessera con un pollice alzato (verde) da un lato e un pollice verso (rosso) dall'altro. Servivano per esprimere pacificamente approvazione o disapprovazione verso il comportamento altrui in mezzo alla strada, trasformando il controllo sociale in un gioco collettivo.
Non si fermò alla viabilità.
Quartieri storici e degradati vennero rigenerati attraverso enormi progetti di arte stradale e graffiti. Questo approccio restituì dignità agli spazi pubblici e sottrasse intere aree al controllo visivo dei cartelli della droga. Per contrastare la violenza domestica e i crimini notturni legati all'alcol, Mockus istituì una notte in cui gli uomini dovevano restare a casa a badare ai figli, mentre le donne potevano uscire a riprendersi le strade con concerti ed eventi gratuiti. Quella notte, la sicurezza della città era affidata esclusivamente a donne poliziotto.
Vennero organizzate simulazioni in cui i cittadini potevano in flash mob "vaccinarsi" contro l'aggressività, abbattendo le barriere psicologiche della violenza domestica.
Lanciò la campagna "Armati di amore". Convinse migliaia di cittadini a consegnare le proprie armi da fuoco spontaneamente, fondendole per ricavarne cucchiai e oggetti utili.
Una grande lezione di stile politico che potrebbe essere sperimentata anche nelle città italiane e europee.




