Giovedì, 28 Agosto 2025 17:03

Rifugio Pomilio, grotta pastorale di Pietro Cioppo e Fonte Carlese, itinerario in Abruzzo

Scritto da Luciano Pellegrini

di Luciano Pellegrini 

Alla località MAMMA ROSA (1650 m), abbiamo fatto un incontro piacevole con il pastore macedone conosciuto nella precedente escursione a FONTE CENTIATA (1618 m), che stava uscendo dallo stazzo con il suo gregge e i sette cani pastori abruzzesi, per dirigersi al RIFUGIO MARCELLO DI MARCO (1747 m).

In questo posto il gregge si abbevera per dissetarsi, dopo aver brucato l’erba e prima di tornare allo stazzo. L’ho salutato ed abbiamo proseguito per il Rifugio Pomilio (1892 m). La temperatura è alta, circa 25 gradi, il cielo velato e tante persone in abbigliamento da escursione, per diversi itinerari. Con mia figlia Veronica e l’amico Antonio de Acetis, abbiamo optato per questo anello nel Parco Nazionale della Maiella, per visitare la grotta pastorale di PIETRO CIOPPO (1615 m). L’escursione inizia dal rifugio Pomilio (1892 m) e la parte iniziale è tra i pini mughi, ma ben indicato, anche se ripido, sdruccevole e un po' esposto. Ogni tanto bisogna fermarsi per ammirare sia l’ampio paesaggio verso il mare adriatico, dalle Marche al Molise con le tante città, dove svettano i campanili, ma anche il gruppo montuoso della Maiella: Le Murelle (2596 m), una montagna rocciosa ripida, con tanti canaloni, che si può quasi toccare - Monte Acquaviva (2737 m), Monte Focalone (2676), i TRE PORTONI, Montagna d’ugni con la valle dell’inferno, le Gobbe di Selva Romana - Monte Cavallo (2171 m) e il Crinale del Blockhaus (2145 m). Panorami di assoluto rilievo. Seguitando a scendere incrociamo il sentiero G1, da Pennapiedimonte CH al rifugio Pomilio, ed arriviamo alla sella erbosa, al di sotto della quale c'è la grotta pastorale di Pietro Cioppo. Non è visibile dal sentiero, il ricovero è stato realizzato in uno sgrottamento sotto una grande parete. Per raggiungerla c’è una abbondante vegetazione, pini mughi, ginepri e tanti altri arbusti, che una volta il gregge rimuoveva. Questa grotta pastorale è spaziosa ed è stata molto utilizzata dai pastori di Pennapiedimonte CH. Il nome dovrebbe riferirsi a Pietro … il nome del pastore e … Cioppo perché camminava zoppo, ma non ho trovato informazioni. Purtroppo l’unica luminosità arriva dalla porta e all’interno c’è buio completo. Si è riusciti a distinguere un tavolo, una panca, il camino con le catene dove appendevano la pentola con lo scopo di bollire il latte per fare il formaggio e la ricotta e, un letto di legno fissato al muro che si abbassa, ma sono tutti danneggiati. Ho notizia che a pochi metri dal sentiero, esiste una lastra di roccia con l’incisione dei pastori che hanno frequentato questa grotta. Ha un nome “LA TAVOLA DEI PASTORI”. Purtroppo, causa la fitta vegetazione e il poco tempo a mia disposizione, non l’ho rintracciata. Desidero tornarci, per trovarla e fotografarla. Proseguiamo verso la località ROCCHETTA (1662 m) attraversando un fitto bosco di faggi ed abbiamo visto alcune incisioni rupestri, con il nome del pastore, l’anno e il comune dove sono nati. Il sentiero è scalfito anche con molte COPPELLE RUPESTRI, (sono incavi scavati dall’uomo sulla roccia, che servono per raccogliere l'acqua piovana e dissetarsi, per la cucina, o per deporvi il sale per le proprie capre). Obbligatorio consumare il panino, con la frittata di zucchine! Torniamo indietro salendo e attraversando la magica foresta dei FAGGI TORTI, contraddistinta in questo modo, per il tronco storto. È una anomalia dovuta a un fenomeno naturale, la “reptazione del terreno”. (Si tratta di un movimento superficiale che interessa la trasformazione del suolo, con velocità molto basse, e può portare a segni visibili sul terreno come la rottura della cotica erbosa e la formazione di gradini). Continuiamo per FONTE CARLESE (1725 m). Un veloce riposo bevendo l’acqua fresca sorgiva e nello stesso tempo, contempliamo il panorama. Seguiamo il sentiero, che arriva alla strada SP 64 (1778 m), per concludere l’anello al rifugio Pomilio (1892m). Abbiamo percorso SETTE chilometri, con un dislivello di +/- 350 m, difficoltà E (escursionismo), in TRE ore e trenta minuti. Una escursione incantevole tra la natura, la storia e panorami emozionanti.