Venerdì, 08 Luglio 2022 07:35

Cinquantenario del ritrovamento dei Bronzi di Riace

Scritto da redenz

Visual art, cinema, street art, fumetto, realtà aumentata, digitale, archeologia pubblica, mapping, convegni e mostre per una storia che nasce dal mare, per un anniversario da raccontare

Era il 16 agosto del 1972 quando al largo delle coste di Riace, in Calabria, dopo una segnalazione del sub Stefano Mariottini, i carabinieri riportavano alla luce due statue uniche al mondo, i Bronzi di Riace: due icone, facenti probabilmente parte di un complesso gruppo di sculture bronzee, le cui immagini di lì a poco avrebbero fatto il giro del mondo, entrando nell’immaginario collettivo e aprendo nuovi e inediti scenari nello studio della Magna Grecia e non solo. Leggende, eroi, guerrieri, adoni: i Bronzi di Riace sono tuttora avvolti dal mistero e con la loro perfezione scultorea si sono trasformati nel simbolo della Magna Grecia, della Calabria, del Mediterraneo. Recentemente candidati come bene UNESCO, a distanza di cinquant’anni dal loro ritrovamento, i Bronzi di Riace saranno protagonisti, nel 2022, di una nuova narrazione della Calabria contemporanea, sostenibile e innovativa che verrà raccontata in Italia e nel mondo attraverso un percorso di eventi alla riscoperta del territorio e della sua cultura. Una staffetta di azioni, promosse dalla Regione Calabria, che vedranno il territorio protagonista non solo nella valorizzazione delle eccellenze locali e territoriali, ma anche in dialogo con i più importanti spazi di cultura in Italia e nel mondo con partner d’eccezione: Ministero della Cultura, Calabria Film Commission e molti altri.

Se da luglio a settembre verrà rilanciata e valorizzata in toto l’eccellenza della Calabria, forte di una rete museale accessibile e articolata e di una serie di eventi in grado di rispondere alle necessità di vecchi e nuovi pubblici ibridando mapping, visual, digitale ma anche archeologia pubblica, teatro e approfondimenti scientifici, da ottobre a dicembre e ancora per il 2023 la Calabria “viaggerà” in Italia e nel mondo, raccontandosi attraverso interventi artistici dal linguaggio contemporaneo che ne presenteranno la bellezza e la ricchezza nelle grandi città europee. Si racconterà la Calabria contemporanea con una ricca progettualità, a partire da Cubo Stage - installazione artistica di un cubo di 4 metri per lato con proiezioni video, animazioni e suggestioni visive accompagnate da musica originale, ricostruzione creativa del concetto di Magna Grecia nell’oggi - che “debutterà” in autunno in un tour nazionale nelle maggiori città e che rappresenterà poi la Calabria e i bronzi in un viaggio all’interno di contenitori e festival tra i più rinomati al mondo. Verrà inoltre proposta per la prima volta un’esposizione virtuale sulla Magna Grecia, uno spazio immersivo digitale che consentirà all’arte di viaggiare nel mondo con le tecnologie dell’audiovisivo e della realtà aumentata e virtuale.

L’audiovisivo si fa poi centrale nel docufilm “I Bronzi di Riace” - prodotto da PALOMAR S.p.A, società del gruppo europeo Mediawan, realizzato con la regia di Fabio Mollo e la sceneggiatura di Armando Maria Trotta, Giuseppe Smorto, Massimo Razzi e Fabio Mollo - per esplorare e raccontare con il linguaggio universale del cinema il mito dei Bronzi di Riace. I Bronzi di Riace saranno protagonisti a ottobre su Rai Cultura con una puntata speciale dell’ottava serie di “Viaggio nella Bellezza”, e su Rai Play a dicembre e in prima serata su Rai3, con una puntata speciale di “Ossi di Seppia”. Spazio poi alla riqualificazione urbanistica che attinge al mondo dell’arte contemporanea e della street art, che vedrà la realizzazione di Qui e Ora, Murales a tema Magna Grecia, e agli approfondimenti scientifici con “I Bronzi di Riace: 50 anni di studi e di ricerche”, convegno che riunirà, per un evento unico, i numerosi ricercatori nazionali e internazionali che negli ultimi 50 anni hanno cercato di far luce sul mistero dei Bronzi di Riace. Spazio anche al teatro classico nei suggestivi scenari del Castello Aragonese di Reggio Calabria, del Parco Archeologico di Locri e della Villa Romana di Casignana (RC) con un percorso di letture che vedrà protagonisti i grandi interpreti italiani. Le iniziative di Bronzi50 sono rivolte anche ai giovani con le proposte di pacchetti turistici culturali indirizzate agli studenti e con il coinvolgimento delle scuole medie superiori in un percorso sulla nona arte: il fumetto “La Scuola per i Bronzi”.

Per il 16 agosto, data del ritrovamento, il Comune di Reggio Calabria renderà omaggio ai bronzi con una suggestiva installazione di video mapping sulla facciata del museo di Reggio Calabria, mentre, per l’intero periodo estivo, Corso Garibaldi diventerà scenografia d’eccellenza della mostra a cielo aperto di Archeologia pubblica dedicata proprio al ritrovamento dei Bronzi. Anche la città di Riace si trasformerà in palcoscenico il 16 agosto, in occasione della giornata del cinquantenario. Le celebrazioni nel luogo del ritrovamento si apriranno con “L’alba dei Bronzi: «Immersi» nel luogo del ritrovamento” e si concluderanno con “La Notte dei Bronzi di Riace”, offrendo al pubblico anche una mostra fotografica celebrativa, un convegno di studi storico – culturali e ancora concerti ed eventi musicali. Il 17 novembre, infine, andrà in scena “Adriana Lecrouvere”, al teatro “F. Cilea” di Reggio Calabria e, tra agosto e settembre, la Camera di Commercio di Reggio Calabria promuoverà la personalizzazione e brandizzazione delle attività ristorative e commerciali, prevalentemente nelle città di Reggio Calabria e Riace, con allestimenti dedicati alle celebrazioni. Insieme ai festeggiamenti per il cinquantenario, dal 7 luglio 2022, la Regione Calabria lancerà in Italia e nel mondo anche il suo nuovo video emotional e un nuovo sito di riferimento per scoprire non solo i Bronzi di Riace ma l’intera Magna Grecia: www.bronzi50.it È possibile rimanere aggiornati su eventi e iniziative sui social ufficiali, Facebook e Instagram, @bronzidiriace50 e seguendo l’hashtag ufficiale #bronzi50.

Inoltre sul sito www.bronzi50.it saranno periodicamente pubblicate tutte le novità, con approfondimenti e interviste disponibili anche sul canale YouTube dedicato, Bronzi di Riace Official. L'Evento celebrativo Bronzi50 1972-2022 è promosso dalla Regione Calabria in collaborazione con il Segretariato Regionale per la Calabria del Ministero della Cultura, il Comune di Reggio Calabria ed il Comune di Riace, della Direzione Regionale Musei Calabria, del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, dell'Università della Calabria e di Unioncamere Calabria e l'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria.

Storia

La storia del ritrovamento dei Bronzi inizia il 16 agosto del 1972, quando, dopo una segnalazione di Stefano Mariottini, i Carabinieri recuperarono due statue sul fondale di Porto Forticchio a Riace Marina. Non c'erano indizi sul modo in cui le due statue fossero arrivate nel luogo: iniziava così il grande enigma dei Bronzi di Riace.

 

L'intervento a Firenze

 

I Bronzi, dopo un primo intervento nel Museo di Reggio Calabria, furono trasferiti a Firenze nel gennaio del 1975. Renzo Giachetti e Edilberto Formigli impiegarono un anno per acquisire i dati relativi alla conformazione delle statue. L'operazione di restauro durò cinque anni. In seguito, i Bronzi furono protagonisti di una mostra presso il Museo Archeologico di Firenze, dal 15 dicembre 1980 al 24 giugno 1981. Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini volle che le due statue facessero tappa al Quirinale, nell'estate del 1981, per poi arrivare al Museo Nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria.

 

Il problema dei Bronzi

 

Come evidenziato nelle prime operazioni di consolidamento, il problema delle statue era quello del permanere delle terre di fusione al loro interno: avendo incorporato acqua salmastra per secoli, continuavano a rilasciarla deteriorando il bronzo. Per ovviare a questo inconveniente, si istituirono due cantieri di restauro a Reggio Calabria. Grazie al secondo, le statue sono state svuotate dall'argilla, perdendo la metà del loro peso.

 

Chi erano i Bronzi? La storia

 

Sono stati raccolti negli anni indizi significativi, che ci permettono di giungere ad una conclusione: la loro storia ha a che fare con quella dei Sette contro Tebe e delle statue del gruppo dei "Fratricidi". Nell'iconografia antica, la "nudità eroica" in cui vengono mostrati i Bronzi identificava dei ed eroi. Ecco, quindi, che abbiamo un indizio su chi fossero i Bronzi: due eroi. Il loro status di guerrieri è infatti indicato dalla presenza di elmi, scudi e lance. Le statue rappresentano degli opliti, con armi tipiche della metà del V secolo a.C.

 

I "Fratricidi" di Pitagora

 

Gli storici hanno individuato similitudini con il gruppo statuario dei "Fratricidi" di Pitagora di Reggio. Nel gruppo statuario, la madre di Eteocle e Polinice occupa il centro della scena nel tentativo di fermare il duello dei figli. Il Bronzo A ha un'espressione aggressiva, non diversa da quella di uno dei due fratelli, da sempre rappresentato in questo modo. I Bronzi si possono, quindi, identificare come Eteocle e Polinice, del gruppo dei "Fratricidi", nel momento in cui la madre tenta di impedirne la morte.

 

La storia dei "Fratricidi"

 

Eteocle e Polinice, figli di Edipo, si contendono il trono di Tebe. Il primo accordo tra i fratelli prevede un regno condiviso, ma successivamente Eteocle condanna all'esilio il fratello. Polinice arriva, poi, nella città di Argo, dove sposa Argia, figlia del re della polis, Adrasto, che lo appoggia nella riconquista di Tebe. Inizia così l'epopea dei Sette contro Tebe, una serie di lotte destinate a concludersi con la generazione successiva degli Epigoni.

 

A cinquanta anni dal loro ritrovamento, i Bronzi di Riace sono ancora avvolti nel mistero. La leggenda

 

I Bronzi di Riace sono stati realizzati ad Argo e in seguito trasportati nella Roma imperiale per un restauro. Da quel momento sembrano sparire dall'immaginario collettivo fino al loro ritrovamento. L'archeometria ci ha permesso di seguire la storia dei Bronzi dalla loro realizzazione ad Argo, nel Peloponneso, passando per il loro trasporto nella Roma imperiale, fino al loro restauro e alla lunga esposizione al pubblico romano.

 

Cosa sappiamo del restauro a Roma?

 

Il restauro imperiale ha dovuto sostituire il braccio destro e l'avambraccio sinistro del Bronzo B, effettuando un calco degli originali e provvedendo a una nuova fusione, per poi saldare al torso le nuove membra. Per celare questa operazione, i Bronzi furono dipinti di nero lucido, le cui tracce si notano ancora oggi.

 

Cosa è successo dopo?

 

I Bronzi erano molto noti a Roma nel I secolo d.C., eppure dal IV secolo d.C. i Bronzi sembrano sparire dall'immaginario romano. Lo studio di una parte di anfora Athenian 273, trovata incastrata tra il polso destro e l'anca destra del Bronzo A, ci permette di formulare un'ipotesi. Il libro dell'Antologia Palatina riporta la descrizione delle statue del ginnasio pubblico di Costantinopoli, detto di Zeuxippos, che erano state trasportate da Roma antica alla Nuova Roma da Costantino e da suo figlio Costanzo II. Queste, tra cui dovrebbero figurare i Bronzi, furono imbarcate per raggiungere Costantinopoli, ma la nave dovette andare incontro a un naufragio di fronte a Riace. Il viaggio dei Bronzi di Riace potrebbe non essere finito. Numerose sono le ricerche e le analisi portate avanti dal loro ritrovamento ad oggi.

 

Cosa c’è di concreto?

 

Verso la fine del 2021 il Sindaco di Riace, Antonio Trifoli, ha annunciato un grande scavo subacqueo nel tentativo di trovare un terzo bronzo. Questa decisione si fonda sulle dichiarazioni che nel 1972 Stefano Mariottini, il sub che ha ritrovato i Bronzi di Riace, ha rilasciato ai carabinieri. Mariottini ha raccontato di aver avvistato un gruppo di bronzi, tra cui “uno con le braccia aperte e una gamba davanti all’altra”.

 

A questa descrizione non corrisponde nessuno dei due Bronzi rinvenuti. Inoltre, nel 2004 alcuni ricercatori a bordo di una nave statunitense hanno indicato la presenza di oggetti metallici vicino al luogo della precedente scoperta.

 

Il giornalista calabrese appassionato di archeologia, Giuseppe Braghò sostiene questa tesi. Insieme hanno identificato e riunito un comitato scientifico di dieci componenti, guidato dal famoso archeologo subacqueo Luigi Fozzati. Il fine è quello di condurre nuove indagini sul sito. Gli scavi subacquei sono previsti in tre fasi, con svolgimento nel 2022. La ricerca del terzo Bronzo è reale.

 

Le ipotesi non finiscono con il mito del terzo bronzo, tuttavia. Si parla, infatti, di un intero gruppo statuario, composto da cinque bronzi. Le ipotesi messe in piedi in questi anni e decenni hanno richiamato l’attenzione di studiosi di mezzo mondo, ma a sostegno della tesi che i Bronzi di Riace fossero cinque c’è il professore Daniele Castrizio, docente di numismatica presso l’Università di Messina, membro del comitato scientifico del MArRC ed esperto conoscitore delle statue venute dal mare. Le indagini partono dalla presunta sparizione di elmi, scudi, lance oltre che altre statue nel ritrovamento avvenuto a Riace.

Secondo il Professor Castrizio, i Bronzi di facevano parte di un gruppo statuario che rappresenta il momento subito precedente al duello fratricida tra Eteocle e Polinice, fratelli di Antigone. Gli stessi della tragedia “I sette contro Tebe”, di Eschilo. Il gruppo statuario, in realtà, seguendo la letteratura, dovrebbe contare cinque statue, ma, ad oggi, solamente due sono in nostro possesso. Per i più scettici o per i più curiosi, a descrivere l’esistenza di queste cinque statue, presenti presumibilmente fino al IV secolo d.C. a Roma è Publio Papinio Stazio, autore del I secolo d.C, che ne parla espressamente nell'XI libro della Tebaide.