Mercoledì, 23 Settembre 2020 17:26

Abruzzo/Parco del Gran Sasso - Laga. La Piana del Voltigno da un altro punto di vista.

Scritto da Luciano Pellegrini

Un anello con un po'… di fantasia e bizzarria esplorativa.

Con alcuni amici ho iniziato a camminare dal Rifugio Ricotta (1517 m), nel Parco del Gran Sasso - Laga. Superato il MALEPASSO (1510 m), ho preso il sentiero 277 ben manutentato, con la segnaletica CAI BIANCO ROSSO e la sbarra celeste del VTC (Voltigno Trail Centre). Questa associazione ha realizzato un reticolo di itinerari per il trekking e per le mountain bike. Con competenza, hanno pulito e curato la manutenzione dei sentieri, con una ottima segnaletica orizzontale e verticale. Il panorama è da mozzafiato: la catena del Gran Sasso e il PICCOLO TIBET, (la piana di Campo Imperatore). Percorrendo il sentiero 277 - LA ZINGARELLA, (un soprannome locale), sulla destra notiamo un albero caduto su una traccia pastorale, che ha attirato la nostra attenzione (1582 m). Vogliamo provare a percorrerla? La risposta è stata SI...! Superiamo il tronco e procediamo, ma ben presto la traccia di sentiero scompare. Con la cartina ci orientiamo e andiamo su.

La località è LA MONTAGNOLA, la esploriamo, veramente interessante quello che vediamo. L’erba è alta, il prato ha un colore violaceo per i tanti cardi spinosi, sorvola in alto nel cielo azzurro, padrone dell’ambiente, UN RAPACE, abbastanza voluminoso, con le ali e la coda seghettata, ma non riconosciuto la razza. Raggiungiamo la sommità ripida del colle, (1710 m) e ci affacciamo.

Incredibile la scena: La Piana del Voltigno da un altro punto di vista.

La prima volta che la osservavo da questo posto, veramente molto interessante. Sopra le nostre teste c’è il MONTE META (1784 m), ma dobbiamo scendere a FONTE CORNACCHIELLA (1532 m). [il nome proviene dalla specie arborea “corniolo”, un albero da frutto spontaneo, della famiglia delle cornaceae]. La discesa non è semplice, la VALLE DELLA CORNACCHIA è molto ripida, ma con esperienza evitiamo eventuali pericoli e così arriviamo alla fonte CORNACCHIELLA. Decidiamo di fermarci per la pausa panino, riposarci… e ci dissetiamo con l’acqua sorgiva della fonte. Riprendiamo il cammino, fa molto caldo, superiamo il colle della BIFFA, (1376 m) – [Biffa probabilmente indica una voce dialettale” bìffë” che, secondo i locali, individua un ramoscello per delimitare i terreni] e, FONTE ACIPRANO (1452 m), ma senza acqua, un problema per le greggi che ancora si trovano in questa piana. [Aciprano si potrebbe spiegare con Aciprando, nome longobardo di un colono, alloggiato in questo posto]. Inizia ora, una bella carrareccia boscosa, - sentiero 285 a - ed arriviamo ad un terrazzo (1600 m), talmente panoramico, (il mare, i paesi, le valli), che sei costretto a fermarti, fotografare, pensare. Se vai avanti arrivi al monte Cappucciata (1801 m), o a Castel del Monte AQ. La nostra meta è il rifugio Ricotta, ancora lontano. Si intravvede appena un paletto… è quello che a noi serviva. La località è VALLOPIANA (1640 m). Il sentiero è veramente bello e panoramico, superiamo CAPO DI SERRE (1698 m), ma attira la mia attenzione una punta, un cono, dietro una collina. In lontananza c’è la catena del GRAN SASSO. Man mano che ci avviciniamo, questo cono si presenta… E’ IL MONTE META (1784 m), ripido e roccioso. [META deriva dalla forma che richiama quella dei covoni di grano, detti meta in dialetto]. Inizia la lunga VALLESTRINA (1550m), [battuta dalla tramontana, in dialetto STRINA], una valle defaticante e in pianura, fra pineta, faggeta ed ampie praterie e fiori. C’è la seconda fioritura dei crochi (zafferano selvatico), che accende il sentiero con l’erba bruciata tendente al giallo, con il suo colore violaceo. Il Monte Meta si allontana ma, si avvicina il rifugio Ricotta.

E’ un lungo anello, dove ho raggiunto tredici località, ma soprattutto, è una interessante osservazione esplorativa, con flora, fauna e panorami. Quando ci si trova in luoghi tanto fantastici, si diventa egoisti. Ho raccontato una escursione sul sentiero LA ZINGARELLA, che non conoscevo, ma ero indeciso di documentarla, perché non so se potevo fare danno alla natura. Su questo sentiero ho incontrato sette mountain bike, venivano da Berlino. Perbacco! Il dopo COVID purtroppo, ha lasciato strascichi paurosi, quasi demenziali. Le persone sono arrabbiate, devono litigare, procurare danno alle cose, (vedi la segnaletica ed alcuni rifugi montani). Spero che qui, ciò non accada.

Tempo: 6 h e15 min. S.S. Difficoltà: E Dislivello: +/- 550 m Distanza: 16,50 Km A/R Le foto sul link.