Martedì, 01 Giugno 2021 14:08

Archeologia. Ferentino perla della Ciociaria, scoperto un borgo antico.

Scritto da A.C.

Presenti numerose testimonianze: Pre – romane, Romane, Medioevali nel sito di Ferentino, nel lazio. Nella città, laboratorio della rinascenza, il 7 Giugno saranno abbattuti alcuni edifici, ci saranno scavi e restauro del Teatro Romano.

Dal Teatro Romano al Mercato Romano e ancora le Carceri di Sant’Ambrogio, le tre cinte murarie, la Domus Romana, ma anche la Cattedrale e la Cripta di Santa Lucia.

Il mercato romano, “Forse si tratta di un esempio di strada coperta. L’ambiente è formato da una sala principale e da cinque sale laterali e attraverso i secoli sono state utilizzate tenendo conto delle esigenze del momento." Così Leda Virgili, Guida Archeoclub d’Italia che durante il Press Tour ha accompagnato la stampa internazionale in visita al Mercato Romano, alle Carceri di Sant’Ambrogio, alla Cattedrale e al Teatro Romano. "Nella parte bassa venivano alloggiati gli animali e gli ambienti venivano utilizzati anche come rimessa degli attrezzi e ci vivevano anche le persone. Il Mercato risale al secondo all’epoca sillana (II – I sec. a.C), ed è la prima struttura del genere che troviamo in Italia. Cuocevano i cibi e per questo è possibile notare del nero sulla parte alta, quello è un segno della storia perché è parete bruciata praticamente 2000 anni fa. Il Mercato Romano fu parte integrante del piano urbanistico attuato dai censori Marco Lollio ed Aulo Irzio per l’assetto monumentale della città alta. Infatti, è perfettamente inserito nel tessuto murario dell’Acropoli di Ferentino e sottolinea la volontà dei due censori di esaltare il valore urbanistico della città. È uno dei primissimi modelli di aule fiancheggiate da botteghe, in modo da soddisfare esigenze funzionali connesse con le attività commerciali. La sua pianta è molto semplice: metà dell’area è destinata alla sala e l’altra metà alle botteghe, anch’esse coperte da volte a botte”.

“Girando per questo luogo di meraviglia si ha la testimonianza del come in questo caso le pietre esprimano un codice che identifica una storia. Quando ci si pone difronte ad un centro storico si cerca inevitabilmente di individuare i termini di questo codice. Nel caso di Ferentino – dichiara Claudio Lo Monaco, architetto, Responsabile Beni Ecclesiastici di Archeoclub d’Italia Nazionale - è un codice sia scritto attraverso le numerose epigrafi, ben 150, che testimoniano e raccontano la storia di questo luogo ma anche mediante la tecnica costruttiva eccezionale che è quella delle murature ciclopiche e dello stesso Mercato Romano che è possibile vedere a Ferentino. Il Mercato Romano di Ferentino è testimonianza di una delle vie coperte che avevamo nel Lazio. Ora Archeoclub d’Italia vuole progettare la memoria, dunque una dimensione attiva nei confronti dei centri storici. Progettare significa mettersi in una dimensione attiva. Progettare la memoria nell’ambito dei centri storici minori è fondamentale perché se l’Italia una parte del patrimonio storico lo ha nei centri storici, si comprende il come non possa esistere Piano Nazionale di Resilienza e Ripresa senza considerare questo aspetto eccezionale che è tipicamente italiano e quindi inizia da oggi non più soltanto la rinascenza, ma inizia inevitabilmente questo nuovo agire da parte di Archeoclub d’Italia e da parte delle Amministrazioni comunali di quei paesi dove Archeoclub d’Italia è presente: progettare la memoria”.

Il Duomo.

“Il Duomo sorge sul luogo dell'antica Acropoli della città. La primitiva chiesa è d'epoca altomedievale, costruita ai tempi di papa Pasquale I, parliamo del periodo che va dall’817 all’824 sui resti di un antico tempio romano; questa venne ristrutturata - prosegue Ribezzo, - e rinnovata internamente ad opera del vescovo Agostino agli inizi del XII secolo e il 29 dicembre del 1108, al termine dei lavori, vi furono traslate solennemente le reliquie del martire romano Ambrogio, patrono di Ferentino. Il pavimento cosmatesco risale agli inizi del XIII secolo, opera di Jacobi magistri romani. Nei muri della navata centrale, sotto le finestre, in 14 medaglioni sono raffigurati i santi locali. In sacrestia è conservato il ciborio della primitiva cattedrale del IX secolo, i cui elementi decorativi richiamano quello di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna”. Ma San Pietro passò per Ferentino? La tradizione vorrebbe che sia passato per Ferentino.

C’è la Cripta di Santa Lucia!

“Con ogni probabilità risalirebbe al XII secolo. La chiesa è a due navate e si trova nei pressi del Teatro Romano – conclude Ribezzo - con affreschi che vanno dal XIII al XVIII secolo e di particolare interesse è il martirio di Santa Lucia la cui opera risalirebbe al 1585. Inoltre è possibile ammirare tracce di affreschi raffiguranti proprio Sant’Ambrogio Martire, patrono di Ferentino”.

Beni ecclesiastici e archeologici, testimonianze di molteplici epoche, fanno di Ferentino un simbolo di quell’Italia che deve essere parte del Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza.

La storia di Sant’Ambrogio Martire, patrono di Ferentino, testimonianza di resilienza.

Sant’Ambrogio Martire era un soldato romano, ligure di nascita ed era centurione della cavalleria. Per ordine di Diocleziano, Ambrogio, giunse con l’esercito a Ferentino. Il Preside Publio Daciano diede inizio alla feroce persecuzione dei cristiani ma scoprì che anche Ambrogio era cristiano. Daciano cercò di convincere Ambrogio a abiurare ma quando capì che tutti i tentativi erano vani sottopose il suo fidato centurione ad un processo. Ambrogio scelse Cristo, affrontò il carcere e il martirio che avvenne il 16 Agosto del 304, a Monticchio. I cristiani della comunità ferentinese riuscirono a recuperare il corpo e addirittura a nasconderlo fino alla pacificazione religiosa del 313.