Lunedì, 13 Maggio 2024 13:43

Quando i nazisti decisero di bruciare libri contrari al terzo reich

Scritto da Angela Curatolo

Bücherverbrennungen, così passò alla storia l'ennesima prepotenza e vergogna.

10 maggio 1933 da questo giorno, in varie città della Germania i nazisti inscenano in pubblico incendi di libri cosiddetti "anti-tedeschi", vengono bruciati tutti i libri non corrispondenti all'ideologia del Terzo Reich. I roghi «furono una trovata propagandistica escogitata da un'organizzazione studentesca nazista», per rimuovere dal Reich «la corruzione giudaica della letteratura tedesca». Dopo le 12 tesi, in cui i nazisti affermano il bisogno di una propria cultura e nazione non "infettate" da altre popolazioni, il più grande rogo è del 10 maggio 1933 nell'Opernplatz berlinese; in questo giorno si organizza un grande falò dove vengono gettati i libri considerati dai nazisti "contrari allo spirito tedesco".

Nello stesso giorno il gerarca nazista Joseph Goebbels tiene perfino un discorso, davanti a 40mila persone, dove afferma che i roghi sono un ottimo modo «per eliminare con le fiamme lo spirito maligno del passato»: quel giorno gli studenti bruciano 25mila libri in un'atmosfera di gioia dove sono presenti perfino delle orchestre. In totale si pensa siano stati 6milioni di libri bruciati.

"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli..." dirà qualche anno dopo lo scrittore russo Josif Brodskij, premio Nobel per la letteratura nel 1987.