7 novembre 1973- l'una di notte. Johann Bertagnolli, sacrestano della parrocchia di Santa Gertrude in Val d'Ultimo, viene svegliato dalle urla del prevosto don Josef Steinkasserer, che da sotto casa gli dice di aver subito una rapina in canonica. Sul luogo rinvengono il cadavere della perpetua, Maria-Luise Pfliri 64 anni vedova Platzgummer, riverso accanto al letto, seminuda, imbavagliata, mani e piedi legati con delle tende strappate alle finestre, ha ferite ed ecchimosi su tutto il corpo.
La versione del prete afferma di essersi svegliato a mezzanotte, a causa di rumori sospetti: due uomini di corporatura robusta, vestiti di nero e mascherati, si sono introdotti nella canonica rompendo una finestra del pianterreno per rubare. Il sacerdote riferisce che avevano una pistola e malmenato, lui si sarebbe difeso lanciando una brocca d'acqua, mettendoli in fuga. La perpetua, già morta, gli avrebbe creato uno shock tale da fargli attendere 20 minuti prima di cercare aiuto. E poi consegna agli inquirenti un cappello a falda larga, a suo dire, perso dai ladri, e il portafoglio della perpetua senza soldi.
L'autopsia rivela che la morte è avvenuta per soffocamento con un cuscino per impedire le urla della perpetua. I dubbi sono tanti: le tende troppo larghe per immobilizzare una persona, solo l’omicidio della perpetua e non del parroco, entrambi testimoni, il cappello visto indossare dal sacrestano Bertagnolli.
A favore del prete del solo la deposizione spontanea di un contadino che dice di aver dato indicazioni per raggiungere Santa Gertrude a due persone dal forte accento slavo. Riviste pornografiche e 24 bottigliette di amaro nel cestino vengono trovate nella canonica durante la perquisizione. Il prete viene arrestato.
L’ipotesi degli inquirenti è che si sia ubriacato e molestato la perpetua quella notte, donna integerrima, ma respinto avrebbe tentando di violentarla e l'avrebbe uccisa, mettendole il cuscino in faccia per soffocarne le urla. Durante il processo la popolazione della val d'Ultimo si schiera con lui compattamente per la sua innocenza.
Dai lavori processuali emerge la vita segreta del prete, donne, alcool e relazioni sessuali; a scagionarlo sono l’insufficienza di prove e le quattro sorelle della vittima, la perpetua, deponendo a favore della sua innocenza.
Assolto e scarcerato, l’omicidio rimane ancora oggi imputato ad ignoti individui dal forte accento slavo come da deposizione del contadino.
La sua storica accusatrice Maria Luise Maurer, scrittrice e politico, continuerà a presentarsi alle sue messe con al collo un medaglione ritraente la perpetua uccisa; il prete, denunciandola, otterrà una condanna per molestie a tre mesi di reclusione.




