Venerdì, 30 Aprile 2021 16:01

Primo Maggio, sangue dei lavoratori USA e Italiani.

Scritto da Angela Curatolo
Fiumana, Giuseppe Pellizza da Volpedo Fiumana, Giuseppe Pellizza da Volpedo

Due stragi, tanti morti per difendere i diritti dei lavoratori: i fatti di Chicago e quelli di Portella della Ginestra.

La festa dei lavoratori nacque in USA, durante la Rivoluzione industriale. In seguito a manifestazioni, guidate dall'Associazione dell'Ordine dei Cavalieri del Lavoro americani, i Knights of Labor, per i diritti degli operai delle fabbriche.

Il primo maggio 1867 fu organizzata la prima manifestazione, con almeno diecimila partecipanti, per celebrare la prima legge delle otto ore lavorative giornaliere, approvata un anno prima, a Chicago, in Illinois, dove venne applicata a differenza del resto del Paese. Fu dopo 19 anni ad accedere la strage a Chicago: la Federation of Organized Trades and Labour Unions minacciò sciopero a oltranza se entro il primo maggio la legge fosse stata applcata in tutto il territorio americano

Anche la fabbrica di mietitrici McCormick di Chicago partecipò allo sciopero generale. La polizia sparò sui manifestanti, uccidendone due e ferendone altri. Intervennero gli anarchici locali, organizzarono una manifestazione nell'Haymarket Square, la piazza - mercato delle macchine agricole. Il 4 maggio fu lanciata una bomba che provocò la morte di sei poliziotti e ne ferì oltre 50. La polizia sparò sui manifestanti. Il primo attentato alla dinamite nella storia degli Stati Uniti, che ancora oggi rimane irrisolto, sconosciuto il nome di chi tirò la bomba.

In ogni caso una sentenza condannò a morte August Spies, Michael Schwab, Samuel Fielden, Albert R. Parsons, Adolph Fischer, George Engel e Louis Lingg, la condanna a morte di Fielden e Schwab fu commutata in ergastolo, Oscar W. Neebe a reclusione per 15 anni. Le ultime parole di Parsons, nell'agonia, furono: "Fate sentire la voce del popolo!"

Anche in Italia il 1º maggio è legato ad un atroce fatto di sangue, la strage di Portella della Ginestra (PA) del 1947. Secondo la versione ufficiale passata alla storia, la banda criminale di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone quattordici (di cui undici sul momento) e ferendone una cinquantina.

Altri storici, indicati come complottisti, sostengono che la sparatoria sarebbe stata organizzata dai servizi segreti italiani, con lo scopo di accusare il bandito Giuliano e screditarlo agli occhi dei cittadini.